The Absolute End Of The World – Luca Maugeri [Artist Focus]

da | Feb 22, 2021 | Blog

Musiclab presenta ARTIST FOCUS.

Oggi inauguriamo uno spazio pensato per gli artisti che con il loro sound stanno contribuendo a formare la nuova scena musicale.
Musiclab offre spazi dedicati a musicisti e band di tipo tradizionale con le sale prova ed altri pensati per l’elettronica e le nuove tecnologie, grazie ai nostri studi di produzione.

Un mondo il nostro, che si è sempre posizionato nel mezzo tra queste realtà, apparentemente così diverse, per natura e approccio, ma che poi spesso alla fine si trovano ad avere molto in comune. Abbiamo avuto ed abbiamo tutt’ora la fortuna di incontrare e conoscere molti progetti musicali che, grazie ai corsi di formazione prima, e poi sfruttando la struttura e le sue aree, crescono e sono destinati a lasciare un’impronta nella scena.

Avremo modo nel corso del tempo di presentare realtà che sia a livello locale, sia a livello nazionale ed internazionale possono dire la loro. Abbiamo fatto due chiacchiere con Luca Maugeri, mente, anima, cuore e corpo di “The Absolute End Of The World”, che pochi giorni fa e dopo una serie di Ep ha pubblicato il suo primo full length album.

QUALCHE INFO SUL PROGETTO

Taeotw - profile pic

The Absolute End OF The World è un solo project strumentale di Torino, nato nella primavera del 2011 dal musicista Luca Maugeri. Il progetto prende forma durante un periodo di isolamento chiuso fra le pareti di casa. Il risultato di quel periodo fu l’EP omonimo di debutto “The Absolute End Of The World”, pubblicato nel maggio 2011 e contenente 5 brani strumentali con influenze post-rock ed elettroniche.

Registrato in poche settimane ottiene un discreto successo sul web.

  • “The Absolute End Of The World”
    viene seguito da ulteriori EP
  • ”Welcome Time Travellers” (Nov 2011)
  • “We don’t exist” (Mag 2012)
  • ” Whoami” (Set 2013)
  • “The dream diaries” (Set 2019).


Nel febbraio del 2021 esce il primo full length album con il titolo di “ Somewhere Else”.
Anche questi ultimi sono autoprodotti e auto-distribuiti, nello spirito della musica indipendente.

Somewhere Else
Somewhere Else

Musicista, compositore, produttore, tutto in uno. Ti occupi della scrittura, dell’esecuzione e della realizzazione tecnica. Quale delle fasi della lavorazione di un brano o di un disco è quella che senti più tua?

“L’importante è suonare”; questa è una frase che ho ripetuto per tanti anni, io principalmente nasco e mi sento un musicista, e quando smetterò vorrà dire che sarò morto, un’altra frase che dico spesso.

Sei un chitarrista dal background rock e metal ma suoni anche altri strumenti. Quale ti da le maggiori difficoltà quando lo inserisci nella tua musica e quale invece è quello che ti piacerebbe imparare e padroneggiare?

Fin da piccolo ho sempre sognato di imparare a suonare il pianoforte, ma non ho mai iniziato a studiarlo veramente, così, introdurre il piano e le tastiere nei Taeotw è stato divertente e ho fatto felice anche il piccolo Luca Maugeri.Comunque si, è questo lo strumento che vorrei suonare meglio.

Cosa usi per registrare e produrre e da cosa è composto il tuo studio?

Ho sempre usato Cubase in tutte le sue versioni, lo trovo ottimo per l’home recording e per la produzione, mi sono ricreato un piccolo studio in casa, in continua evoluzione.Niente di fantascientifico: tastiere, interfacce midi, microfoni e ovviamente le mie chitarre. È appena uscito il tuo ultimo album. Parlaci della sua lavorazione, dei tempi e della scelta di una release in un momento assai complicato come quello che stiamo vivendo. “Somewhere Else” è il mio primo full lenght album, era da tanto che volevo cimentarmi in un opera più completa e per rispondere alla seconda parte della domanda, scrivere queste canzoni è proprio quello che mi ha permesso di distrarmi da tutto questo brutto periodo. Ogni volta che devo affrontare qualcosa di importante o devo reagire ad un brutto momento, scrivo canzoni! Il tuo ultimo disco si può affermare appartenga al genere “cinematic”, un filone non ancora così noto in Italia. Quali sono i tuoi riferimenti musicali e quali sono, se ci sono, gli artisti italiani a cui guardi. Ascolto tantissima musica e non mi soffermo mai su un solo genere, sono influenzato da molti artisti che non necessariamente fanno parte del mio filone. Rimango perlopiù sempre ancorato ai classici, sono vecchio! Per quanto riguarda il mio genere posso citare Lights & motion, The album Leaf, Immanu el e M83 sono tutti artisti che stimo molto. Ascolto ahimè ancora troppa poca musica italiana, ascolto molto i Verdena e ultimamente ho apprezzato tanto Iosonouncane.

Hai un approccio rock ed un’esperienza di tipo tradizionale. Come si può definire il tuo rapporto con la musica elettronica e le nuove tecnologie legate alla musica?

Mi piace sperimentare, l’ho fatto molto nei miei primi dischi dove tra l’altro l’ elettronica è più presente, in questo momento invece sto sentendo mie altre forme musicali e mi sto soffermando più su quello che può evocare una canzone e i suoi contenuti emozionali.

Come gestisci l’attività live e cosa pensi delle nuove forme di interazione con il pubblico offerte dallo streaming?

Suono live da tanto tempo, con altri miei progetti, ed è da un pò che sto provando a trasformare i TAEOTW da studio in attività live. Ogni tanto però penso che questo sia un progetto talmente intimo che ho paura che venga meno il senso della cosa davanti ad un pubblico.

Live streaming?

Per me il live è dal vivo. Punto. Ben venga solo se può servire ai locali per ovviare all’emergenza però diciamoci la verità, non è esattamente la stessa cosa. Sappiamo che hai avuto modo di frequentare le sale prova di MusicLab e che conosci un pò le nostra attività tra formazione studio di registrazione.

Quale aspetto ti piacerebbe approfondire maggiormente, le ore passate in studio a sperimentare e lavorare oppure l’apprendimento su nuovi temi e argomenti?

Ci sono dei corsi molto interessanti e non bisogna mai smettere di imparare,mi piacerebbe molto un corso incentrato sulla produzione musicale e mastering.

ll 2021 inizia con la pubblicazione di un nuovo album, cos’altro possiamo aspettarci da TAEOTW?

Sicuramente ricomincerò a scrivere e poi come ho detto vorrei suonare un po’ anche in giro, è la cosa che mi manca di più.

Un consiglio che daresti a chi inizia oggi il suo percorso nella produzione musicale? Qualcosa che ti sarebbe piaciuto sapere o ti sarebbe servito quando hai iniziato.

Che non bisogna avere la presunzione di sapere tutto, altrimenti perdiamo occasione di migliorarci, anche confrontarsi con altri può aiutare a non affossarsi troppo sulle proprie idee.

Grazie Luca!

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